M45 Unknown Destination

Anastasi e Todaro

M45 Unknown Destination | Anastasi e Todaro

Due amici vogliono assistere al sorgere del Sole, ma non fanno più ritorno a casa. Le indagini dei carabinieri trovano uno spiraglio grazie all’affascinante amica Sofia.


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Sinossi

21 giugno 2017. Sono trascorsi quasi cinque anni dall’evento straordinario del 21 dicembre 2012 che aveva evitato al pianeta Terra un’apocalisse. In Sicilia, Elio Colmano e Ottone Mastropaolo, nel giorno del solstizio d’estate, si stanno dirigendo verso l’altopiano dell’Argimusco per assistere al sorgere del Sole. Non fanno più ritorno a casa. Allertato dai familiari, il maresciallo Giovanni Lo Pece, comandante della stazione del piccolo borgo di Montalbano Elicona, con la sua squadra si mette sulle tracce dei due studiosi e amici che paiono spariti nel nulla. Le sue ricerche meticolose sembrano rivelarsi vane, fino a quando non vede uno strano solco circolare nel terreno. È insospettito e sgomento. La sua mente logica di sottufficiale dell’Arma si scontra, d’emblée, con un pensiero irrazionale difficile da condividere con altri investigatori. Chi potrà aiutarlo nella ricerca dei suoi amici, in queste circostanze così strane? Verrà aiutato dall’affascinante Sofia, misteriosa docente di Storia medievale di Lione, amica dei due e compagna di trascorsi avventurosi.

Anteprima

Prefazione

In ognuno di noi c’è un altro essere che non conosciamo. Egli ci parla attraverso i sogni e ci fa sapere che vede le cose in modo ben diverso da ciò che crediamo di essere.
Carl Gustav Jung
Viviamo in un mondo d’infinita complessità. Questo può farci sentire a volte persi, disorientati. Più tentiamo di conoscerlo, più ci rendiamo conto che non basterebbero mille vite per comprenderlo a fondo. Specie considerando che il cosmo più difficile da esplorare e da capire, molto spesso, è quello che vive dentro di noi. La buona notizia, in tutto questo, è che possiamo trovare al suo interno risorse e strumenti per cambiare la nostra vita in meglio. Possiamo avere fede in qualcosa di più grande di noi e che da ogni battaglia possiamo uscire vincitori.
“M45” apparentemente può sembrare un romanzo di fantasia o fantascienza, ma in realtà i due autori ci parlano proprio di questo: fede nel cambiamento e speranza nel processo che può portarci a un nuovo punto del nostro percorso. Già nei libri precedenti (Il mistero di Arnaldo e Ritorno a Montalbano) è tracciato a chiare linee il percorso di trasformazione umana e spirituale dei protagonisti, un percorso d’anime fraterne che camminano insieme, al contempo individui e comunità. Il mistero e il simbolo rivestono un ruolo fondamentale, specie in questo capitolo della saga. I numeri, i pianeti, i contatti con altre civiltà aliene… questi incontri sono dei traghetti potentissimi per l’anima. Ricordiamoci infatti che una civiltà che si nutre di simboli è una civiltà ricca! È il significato che attribuiamo alle cose, più che le cose di per sé, a fare la differenza. Così una domanda sorge spontanea: oggi come nutriamo questa ricerca di senso?
È una componente che probabilmente manca alla società odierna, ma è la dinamo che alimenta la fede nel cambiamento. Dobbiamo infatti trovare la spinta di fondo che ci faccia rimboccare le maniche, per evitare una catastrofe epocale: pensiamo alle azioni sconsiderate degli uomini, ai mutamenti climatici, al materialismo imperante. I protagonisti di M45 ricevono l’avvertimento che un cambio di rotta immediato è necessario per la sopravvivenza stessa del pianeta. Non bastano le parole, la retorica. Servono azioni concrete. Siamo pronti, come umanità e come individui, a entrare in una nuova dimensione, in cui ci prendiamo pienamente carico delle nostre responsabilità? Siamo pronti per manifestare l’Amore divino, attraverso azioni reali supportate da un’etica che valorizza il rispetto per le persone e l’ambiente? Trovo ci sia poco di religioso, fantasioso o new age nel concetto di “amore divino”. Imparare ad amare davvero sé stessi e gli altri, incondizionatamente e disinteressatamente, è la pietra fondante su cui costruire una nuova umanità. Credo che la letteratura possa svolgere ancora un ruolo chiave in questo. La lettura di questo romanzo, infatti, ci può nutrire di senso e, come ogni ottimo cibo, è bene gustarlo lentamente e con estrema attenzione.
Cristina Spadotto

 

Premessa

Con M45 Unknown Destination si conclude la trilogia dei romanzi, a carattere storico‑giallistico iniziata nel 2009 con la pubblicazione de Il mistero di Arnaldo e proseguita nel 2013 con Ritorno a Montalbano.
M45 Unknown Destination, quasi completato nel 2014, doveva vedere la luce nel 2015, ma ciò non è avvenuto perché il fato avverso, il 9 luglio del 2014, mi ha privato del mio amico fraterno Peppino, colpito da un devastante infarto del miocardio. La sua famiglia, io e tutti quelli che lo amavano (moltissimi nel suo borgo natio), siamo rimasti legati al sottilissimo filo di speranza di un suo risveglio, per più di due anni durante i quali, anche se in coma, tutti coloro che andavano a fargli visita percepivano la sua strenua e impari lotta contro la malattia. La tetra Signora con la falce ha dovuto a lungo lottare, dopo aver spento la sua formidabile mente, per fermare il suo grande cuore. Stordito, prima, depresso, dopo, per quasi tre anni non sono riuscito neanche a visionare la bozza del romanzo. Poi, il dottor Tempo e il suo ricordo sempre presente in me, mi hanno fatto capire che lasciare il lavoro in un cassetto non sarebbe stata la sua volontà. Ho deciso, perciò, che dovevo muovere gli ultimi passi e completarlo. Caratteristica singolare e curiosa dei tre romanzi è stata l’associazione di ciascuno di essi a un viaggio, che realmente abbiamo fatto con le nostre consorti; forse, perché spinti da un invisibile “spirito psicopompo”, oppure, perché Giuseppe Todaro, “u prufessori” (come lo chiamavano in Sicilia), era uno storico vero. Egli doveva toccare ogni cosa con mano; ogni pietra, prima di scriverla e descriverla. E così per scrivere il primo romanzo, Il mistero di Arnaldo, ci siamo recati nel Sud della Francia, in Provenza e in Linguadoca. Per scrivere Ritorno a Montalbano, nel Nord, a Parigi, a Mont Saint Michel, ad Amiens, a Chartes e ad Avignone. Ma per scrivere il terzo libro abbiamo fatto il viaggio più bello, quello della fantasia, un viaggio tra le stelle, che il lettore scoprirà leggendo (non vi anticipo niente). Altra peculiarità comune ai tre romanzi è stata accennata nella presentazione fatta dal professor Vincenzo Orioles a Ritorno a Montalbano (“[…] la dialettica tra i personaggi dei romanzi, in particolare tra Colmano e Mastropaolo, su argomenti intellettuali e impegnativi, ha in sé qualcosa dell’affascinante metodo talmudico e/o maieutico”).
Uno scambio continuo di opinioni, spesso contrastanti, in un “litigio amorevole”, con un vicendevole scambio delle parti. Lascio al lettore la scelta sulle varie ipotesi e/o teorie, più o meno fantastiche, più o meno “eretiche” (secondo gli accademici dell’ipse dixit), che vorrà accettare o ripudiare, perché la verità assoluta non esiste, esistono le tante verità (è noto, infatti, che la verità storica è la verità dei vincitori, non dei vinti). A questo punto, come afferma Giorgio Nardone, il termine “eresia” mi sembra più cristallino, perché etimologicamente significa “possibilità di scelta”, cioè come dice W. James “capacità di osservare la realtà da prospettive non ordinarie”. Concludendo, quello che penso rimarrà alla fine impresso nella mente del lettore, è il messaggio potente che ci arriva dalla visione mistico‑apocalittica del professor Colmano: capitolo 49 Ritorno a Montalbano (“Elio, Io sono la Luce, il Sole che illumina. Conosco i tuoi tormenti, ciò che ti angoscia e ciò che cerchi. L’umanità si è incattivita, ha smarrito la retta via. Ho dato agli uomini il libero arbitrio, la facoltà di discernere il bene dal male, ma non ne hanno fatto buon uso. Questa epoca sta per finire… L’uomo creato per amare ha finito per distruggere la vita. Il mondo era un giardino, l’uomo lo ha trasformato in uno sterpaio. Avete però il tempo per ravvedervi. Vi manderò dei segni, sta a voi raccoglierli”).
I segni purtroppo ci sono già e in abbondanza, ma gli uomini, soprattutto i potenti, quelli che ci governano e che dovrebbero provvedere a noi sono sordi, ciechi e muti. Ed è triste vedere che l’unica voce che si alza nel deserto è quella di una ragazzina di nome Greta.
Enzo Anastasi

 

Antefatto


Gesù disse: «Chi cerca non smetta di cercare finché non avrà trovato. Quando avrà trovato si turberà. Quando sarà turbato, si meraviglierà e regnerà su tutto.»
Vangelo di Tommaso
Anno Domini 2017 – 21 giugno
Ottone Mastropaolo controllò di nuovo l’orario sul suo orologio da tasca. Erano già le quattro del mattino, ora dell’appuntamento e di Colmano nessuna traccia.
«Rimbambito di un professore – bofonchiò sottovoce – mai una volta puntuale!»
Quel dì avrebbe segnato l’inizio della stagione estiva, ma a novecento metri di altitudine e a quell’ora era ancora freddo.
Finalmente si udì un cigolio di porta che si apriva e sulla piazzetta apparve l’atteso.
«Buongiorno Elio, ben svegliato perbacco baccone puntuale come sempre.»
«Dottore un po’ di tolleranza! Mi sembri un sergente di giornata, sempre con questo orologio in mano e poi, per noi docenti, dieci minuti di ritardo accademico sono la norma.»
Ottone sorrise e, allargando le braccia, piegò la testa di qua e di là con un gesto che sembrava dire: “Figuriamoci se non se ne inventava una”.
Gli eventi straordinari del 21 dicembre 2012 avevano portato a un cambiamento non da poco nei cinque amici, una trasformazione interiore e spirituale profonda e un nuovo modo di guardare le cose del mondo. Ogni anno avevano preso l’abitudine di ritrovarsi all’Argimusco per il solstizio d’estate, ma oggi erano presenti solo in due.
«Ci eravamo ripromessi di rivederci tutti quanti in questo giorno!»
Mastropaolo si rivolse a Colmano con tono irritato.
«Porta pazienza, Ottone. Porta pazienza. Sofia ha avuto i problemi che sai, Emilio si trova negli States per un convegno e…»
«Anch’io avevo i miei impegni di lavoro, eppure. Ho preso l’aereo ed eccomi qua! Pure Giovanni oggi è diventato uccel di bosco!»
«Giovanni è più che giustificato, lo sai benissimo anche tu che è dovuto partire per Palermo, oggi stesso deve consegnare i documenti per la sua pensione, sono cose importanti Ottone; su andiamo, non prendertela, è un grande giorno, andiamo a rendere omaggio al grande dio Sole, oggi è la sua festa.»

 

Capitolo 1


“Dio è una sfera infinita,
il cui centro è dappertutto e
che in nessun luogo ha la
circonferenza”
Liber XXIV philosophorum
Era ancora buio pesto. I fari della vecchia Panda penetravano a fatica attraverso la bruma che precede l’alba illuminando fievolmente il fondo stradale. Che stranezza! I due amici sembravano assorti mentre la macchina s’inerpicava sui monti e questo non era nella loro consuetudine.
«Dai Ottone, raccontami qualche mito» proferì d’un tratto Colmano rompendo il silenzio.
«Che mito vuoi che ti racconti che tu non sappia, Elio?»
«Su, non fare il modesto, io m’interesso di storia e tu di miti, ne sai una più del diavolo in questo campo e a me piace quando mi sorprendi.»
«Di quale mito vuoi che ti parli?»
«Caspiterina! A uno che si chiama Elio non dispiacerebbe affatto sentire qualcuno dei tanti miti sul dio Sole.»
«Elio, Elio, penso che ti arrabbieresti se ti raccontassi qualche mito a te non gradito.»
«No, caro amico – rispose il professore con un sorriso sereno – puoi dire tutto quello che vuoi; dopo quello che è successo non c’è più niente che potrà farmi arrabbiare. La mia fede da allora è diventata incrollabile.»
«Elio, hai visto coi tuoi occhi da dove è arrivato, noi non sappiamo quello che è avvenuto dopo.»
«Sì, ho visto, è vero noi non sappiamo quello che è avvenuto dopo, ma sappiamo quello che non è avvenuto: l’apocalisse. E questo mi basta. Alcuni misteri devono rimanere tali.»
«Questa è la fede! Adesso, se proprio non vuoi parlare del Sole mitologico, parlami del Sole astrologico o astronomico.»
«Ti arrabbieresti lo stesso, Elio, tu lo sai che le cose le vedo a modo mio.»
«Ti prometto che non mi arrabbierò… suvvia, parla!»
«Va bene! Sai qual è la stella più luminosa del cielo?»
«Penso sia Sirio.»
«Bravo, proprio Sirio, la stella dell’Est, che il ventiquattro dicembre si allinea con le tre stelle della Costellazione di Orione, per l’esattezza della cintura di Orione: Alnitak, Alnilan e Mintaka. Sai come vengono chiamate queste tre stelle in gergo non scientifico?»
«No! Come?»
«I tre re.»
«I tre re? E allora?»
«Allora, i tre re, il ventiquattro dicembre di ogni anno, si allineano alla stella dell’Est, appunto Sirio, tanto che sembrano seguirla mentre la stessa si allinea nella direzione in cui sorge il Sole il venticinque dicembre. Nel suo graduale passaggio dal solstizio d’estate al solstizio d’inverno, visto dall’emisfero Nord, il Sole appare muoversi in direzione Sud facendosi via via più debole e fioco. Contemporaneamente i giorni diventano sempre più corti e freddi e la natura sembra simboleggiare un processo di morte. Il ventidue dicembre il Sole raggiunge il suo punto più basso e, curiosamente, rimane fermo per tre giorni smettendo di muoversi verso Sud in corrispondenza della costellazione detta la Croce del Sud, per poi risorgere di un grado in direzione Nord il venticinque dicembre.»
Ottone scrutò Elio con la coda dell’occhio presagendo tempesta, ma, inaspettatamente, la reazione del professore fu di una calma serafica.
«Interessante! E secondo te dovrei arrabbiarmi per questo? No, caro amico, ti sbagli. Ho sempre pensato che se Dio avesse voluto scrivere la sua storia e mostrarci la sua gloria lo avrebbe fatto utilizzando il Sole e le stelle del suo firmamento.»
«Forse ti arrabbierai se continuo» rispose Ottone.
«Continua, continua pure, dottore.»

Sostenitori

Alessio
Anonimo
Anonimo
Anonimo
Anonimo
Anonimo
Anonimo
Anonimo
Anonimo
Anonimo
Anonimo
Anonimo
Anonimo
Anonimo
Anonimo
Anonimo
Anonimo
Antonella
Antonino
Antonino Faranda
Arcangelo
Cesare La Mantia
Chiara Genovese
Cosimo
Cristina Spadotto
Dalex
Dall’Armi Cinzia
Daniela
Domenico Azzaro
Domenico Freni
Enzo Raffaele
FILIPPO SACCONE
Fulvio
Gabriele B.
Giacoma
Giovanni Santalucia
Iris
Luigi
Marina
Marzia Presti
Nicola Santamaria
Nicolino Ciaramidaro
Pasqualin Marisa
Rosalba Bellanti
Salvatore
Vincenzo
antonio vito

Anastasi e Todaro

Enzo Anastasi è nato nel 1953 in un piccolo splendido paesino della Sicilia, considerato uno dei borghi più belli d’Italia: Montalbano Elicona (ME). Laureato in Medicina e Chirurgia, psicoterapeuta, vive e lavora da tanti anni a Udine. Ha pubblicato Il Mistero di Arnaldo (Campanotto Editore, 2009), Ritorno a Montalbano (Campanotto Editore, 2013), Ti strapperò il cuore (Campanotto Editore, 2016) e Regulus (Campanotto Editore 2021).

Giuseppe Todaro (1947-2017) è nato a Montalbano Elicona (ME). Da sempre appassionato di storia, archeologia e astronomia, è fra i più autorevoli esperti dei megaliti dell’Argimusco, a cui ha dedicato anni di studio e numerosi articoli giornalistici. Ha  pubblicato Alla ricerca di Abaceno (Armando Siciliano Editore, 1992), Montalbano Elicona. Il castello (2006), Il Mistero di Arnaldo (Campanotto Editore, 2009), Ritorno a Montalbano (Campanotto Editore, 2013), Un giallo d’altri tempi (Edas Editore, 2017).