Di questo nascere altrimenti

Danilo Paris

Di questo nascere altrimenti | Danilo

"Di questo nascere altrimenti" è una silloge che attinge all’immaginario della città tridimensionale di cui parla Eyal Weizman a proposito dell’architettura dell’occupazione israeliana.


   
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Sinossi

Di questo nascere altrimenti di Danilo Paris è una silloge composta dal Ciclo delle Arche, dall’Anticiclo di Ankh e da diversi Canti, che si concludono con Il Ciclo dei Nidi. L’Anticiclo di Ankh persegue una ricerca poetica attraverso il glossario dell’architettura forense. Il testo attinge all’immaginario della città tridimensionale di cui parla Eyal Weizman a proposito dell’architettura dell’occupazione israeliana. Se il primo canto racconta lo spazio dell’occupazione, il secondo è invece l’architettura dei frammenti di Gaza. Il terzo si sposta dai territori palestinesi a Minneapolis, luogo di abuso e controllo, luogo che continua la linea tracciata da Darwish tra l’indegenità palestinese e i popoli indigeni del Mississipi, la deportazione, o meglio il genocidio, dei Cherokee a ovest del Mississippi. Nella sua complessità di immagini e di voci evocate, potrebbe risultare ostico, ma sta proprio in questo aspetto la sua forza: nella capacità di Paris di mettersi in dialogo con l’insegnamento della Beat Generation e del Gruppo 63, aprendosi a tutto ciò che non è autoctono, dalla poesia americana di Allen Ginsberg a Danes Smith, da Audre Lorde a Gloria Anzaldúa. 

Anteprima

Ciclo degli sfratti

Però, prima del  vento,
prima che il vento piova
a lungo andare, a stesa,
i verbi coniugati a malapena, e i gemiti,
e imprese, e faccende e canoni,
e il bene della vita,
sono i semi riscaldati tra le dita
di una sola mano, di una lingua
sciolta, di una lingua nuova.

Emilio Villa, Però prima del vento [da Oramai (1947)]


1. Filogrammi – Discendenze
Archaea
-1. (casa meno 1):
Morfologia della goccia| formula di co-fragilità |statiche| focolare contro focolare,
    il centro si tira via la misura dell’onda e sulla gobba si strascica l’interno
staccato|
In cartelline bianche tutti i nomi delle stanze| ȸ è un giorno autentico di sole figure|
ﻳ le antenne di Hans sul canale senza tegole| Ï è il Dunkelkammerhut con la testa e di
pellicola per il fuori -mezzo opaca e mezzo aperta-|
ɕ un’operazione sulla sua piantina| schizzi di facciate e scivolosità delle pareti divisorie|
Ɋ foratura per i cubi incassati nei ritagli e apribili sulla tessera a cornice|
tecniche di nominazione e rabdomanzia per indicare
i luoghi nello 0 adatto a perimetro e costruttori|
il figlio e la gemella con la stecca rubata del cercatore,
scopre la porta con la maniglia di stucco| si apre sul giardino selvaggio di due case affianco| microcella delusa, nel separarsi- è rimasta impigliata| una camera a nebbia riproduce la risorsa come fosse ancora qui|
ʄ il telaio nel lucchetto e l’agrifoglio sulla sbarra per l’ingresso| un taglio dell’erede nell’incavo lascia il guscio incustodito, nel travaglio-

 

Sostenitori

Anonimo
Anonimo
Francesca Giansanti
Gildo

Danilo

Danilo Paris (1992) è scrittore, poeta e formatore teatrale. Dopo essersi lauraeato all’Università La Sapienza di Roma con la tesi "Cinema Biologale: il nomadismo come pratica estetica/memoriale", dal 2021 fonda e dirige il Festival dell’arte nomadica in Lazio. Cura laboratori teatrali nei licei dal 2022. Dal 2022 nasce il progetto Arca, meccanismi di curatela per installazioni e laboratorio di rapsodia poetica. Dal 2023 ha dato voce ai personaggi di Pasolini, Lennon e Da Vinci in tournée internazionali e nazionali. Dal 2024 inizia una collaborazione con Assopace Palestina, ospitando prima le poesie di Marwan Makhoul e poi di Ghayath Almadhoun nel 2025.